ON AIR sedute in scena

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Sabato 4 Febbraio 2017


Skin on Air

sedute in scena


Installazioni MANUELA MANCIOPPI
sculture MARCELLO SALVESTRINI
seduta CARLO BIMBI per SEGIS
avanguardie storiche MARINETTI, BALLA
food PAOLO PIACENTI per FORME D’ARTE

La torre è un uomo, le mura sono la pelle del castello. L’architettura è un abito,
che si adatta a chi lo indossa. Le sedute, presenzeassenze, abitando lo spazio,
raccontano storie.

La Rocca di Staggia non è solo bene immobile da conservare immutato nel tempo,
ma architettura dinamica, da attraversare con sguardo inedito rinnovandone
contenuto e identità. All’avanguardia nel medioevo per architettura, arte,
tecnologia, incrocio delle antiche vie dei viandanti tra Oriente e Occidente,
il Castello, da sempre accoglie sguardi e saperi che ne mutano visione e identità.

Partire dalla storia memoria per costruire itinerari contemporanei è progetto della Fondazione La Rocca di Staggia.
Al suo ottavo appuntamento espositivo a cura di Donatella Bagnoli ospita
SKIN on Air sedute nello spazio architettura, arte, design, food.
Gli interpreti contemporanei invitati a comprendere lo spazio hanno dato vita
a corrispondenze uniche tra le opere e la memoria del luogo.

Installazioni, performances, sculture, work-in-progress, degustazioni, interagiscono
con gli ambienti accompagnandoci in un attraversamento emozionale di spazi
ed opere che diventano teatro di vita. Il visitatore ha la possibilità, interagendo,
di abitare lo spazio scenico. L’azione personale trasforma spazi e installazioni,
dove è infranto, dalla relazione, il confine tra attore e spettatore verso una
compenetrazione empatica e sensoriale che è insieme lettura e riscrittura
della realtà...
Buon viaggio!

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Progetto Donatella Bagnoli

MADRE CHE CULLA, BIMBA CHE GIOCA
VESTITA DI ROSA


TAXIDO seduta designer Carlo Bimbi per Segis,
rivisitata da Donatella Bagnoli

TAXIDO cambia pelle vestendosi di rosa cipria. “Minuta poltroncina”, dalle forme
morbide ed essenziali, esprime femminilità, elegante leggerezza. S-oggetto
dinamico, volitivo, dondola, gira su se stessa, e in-quiete sembra viaggiare
lontano con la mente. Come in un’opera simultanea futurista, convivono in lei
molteplici anime: seduta che accoglie, vestito che danza, cartoccio di fiori,
donna che culla... superando i limiti della forma si fa profumo, suono, movimento,
contatto. Ambientata ad arte nello spazio, crea sinergie e corrispondenze inedite
tra s-oggetto, installazioni, architettura, tra memoria e contemporaneità, dando
vita ad una reciproca espansione poetica spazio-temporale.
L’opera di Carlo Bimbi si presenta “unica” nel mutamento, presenza-assenza,
esprime contemporaneamente desiderio e nostalgia compenetrando passato
e futuro. Diventa, nello spazio che si fa teatro, madre che mormorando culla
il bimbo che porta in grembo, guardando lontano dalla finestra; ora è bambina
che ti mostra, sollevandolo con le dita, il vestito nuovo, dondolandosi sulle scarpe
della festa, giocando tra le manine-bambole; come usava un tempo, è seduta
ad accarezzare, posata sul ventre, una forma di cacio, aiutandola a fermentare
con il proprio calore, cura della sopravvivenza. Là dove ci si siede, spazio della
sosta, inizia il viaggio, la domanda, il progetto. Come la seduta, anche il castello
ha natura mutevole: non bene immobile ma architettura dinamica, aveva ed ha,
nella capacità di cambiamento, la possibilità di vivere.
La cinta muraria è contemporaneamente parete che protegge, muro che si fa via
da percorrere. Strada aerea leggera e mobile, convive con la forza della stabilità.
Così è l’uomo: torre e viandante. Nel teatro sintetico e nel cinema futurista le
sedie diventano s-oggetti attivi, spesso sostituendo gli attori.
“Balla si innamora e sposa una seggiola, nasce un panchetto” scena n. 9 da
Vita Futurista. Annullando il confine tra attore-spettatore tra oggetto-soggetto
ciò che è esaltata è la relazione in un reciproco intersecarsi tra
uomo-seduta-abito-architettura.
Ai visitatori è offerta l’opportunità di interagire con la seduta dando vita a molteplici
interpretazioni, personalizzando l’opera, espandendone il significato all’infinito.
Ospitare Taxido di Carlo Bimbi, è opportunità per in-sediare alla Rocca di Staggia
il progetto di Segis: azienda compasso d’oro per il design che porta, attraverso
le sue sedute che viaggiano, l’eccellenza del Made in Italy lontano nel mondo.
Una sedia trasporta con se idee, castello, territorio.

www.segis.it / www.carlobimbidesign.it






TEMPORARY RELATIONSHIPS SECOND SKIN

installazione performance di Manuela Mancioppi

Il mutevole progetto Relationships, ampiamente sperimentato dall’artista,
viene personalizzato alla Rocca, sottolineando come l’abito è la seconda pelle
dell’uomo, ma anche come l’architettura è contemporaneamente UOMO-ABITO-
ABITAZIONE.
Il castello ha scarpe,muri a camicia, cinta muraria... Il muro è un’alleanza tra pietre,
ma ogni pietra-Pietro è un uomo, che unendosi ad altri dà vita ad un legame
dinamico. Il castello non è fatto solo di materiali ma di relazioni, trame e orditi
che i suoi abitanti sono capaci di tessere. Di svariate sfumature rosacee: cipria,
carnacino, gli abiti ricordano gli incarnati degli affreschi medievali, diventano
girotondi evocando l’armonia delle fanciulle dell’affresco del Buongoverno di Siena,
la danza delle figure di Matisse evocando la cinta muraria o legami di coppia.
Portano in sé segni umani, capezzoli-ombelico, ricordando che non solo l’uomo
ma anche il castello è essere vivente che dona e riceve.
Passando dall’installazione alla performance l’arte si fa interattiva, gli indumenti
indossati si animano dando vita a temporary relationships. L’artista, i visitatori
diventano parte integrante dell’opera, in un gioco infinito.
L’installazione di Manuela Mancioppi convive con il Manifesto Futurista dell’abito
antineutrale di Balla, sinergia non solo con la memoria del castello ma anche con
le avanguardie storiche. Manuela Mancioppi con estrema sensibilità da vita
a installazioni da abitare che esprimono profonda consonanza con l’anima segreta
del luogo, allo stesso tempo la sua arte scardina i confini dell’abito e
dell’architettura proponendo una visione che si interroga sull’essenza di ciò che
si fa progetto e costruzione: bellezza, significava, relazione, che muta ciò che
ci circonda. Arte in gioco la sua, insegna la vita, permettendo di sperimentare
attraverso un laboratorio permanente un work-in-progress protetto, perché
teatro, le infinite sfumature delle relazioni, che creando appartenenza, anche
costringono, legano con tutte le ambiguità del caso dando un’ampiezza al legame,
oltre soluzioni predefinite ma aperta a nuove ricerche e definizioni contemporanee.
Le installazioni nel dormitorio si fanno ora quinte teatrali, stanze provvisorie
di profughi in cerca di intimità, abbracci, festoni, fenditoi di una umanità evocata
che i muri trasudano. Presenze-assenze che si uniscono e sciolgono d’amore
in relazioni pericolose.
www.manuelamancioppi.com




O-MINI

sculture/installazioni di Marcello Salvestrini

Per molto tempo disabitate, le piccole rientranze, in alto nelle pareti del dormitorio,
sono tornate a vivere. Minute figure silenti, gli OMINI, vi hanno trovato dimora.
Pur immobili e in disparte rivelano sguardi curiosi.
Forse antichi Lari o Penati legano il loro destino al castello. Osservano aggraziati,
ciò che li circonda,con la meraviglia e il candore che contraddistingue i puri di cuore
o chi è arrivato da poco, da molto lontano.
Potresti non scorgerli, occorre occhio attento per cogliere la loro presenza,
fatti più di anima che di materia, conservano il gesto arioso del loro creatore.
Quando ti avvicini, desideroso di sfiorarli, ti trattieni ,perché sospetti che dopo
un frullo d’ali, ti rimarrebbe tra le dita solo, lieve, la traccia di un profumo.
L’opera di Marcello Salvestrini si inserisce con grande maestria nel castello.
Essenziale, arte non urlata, quasi antimaterica, fa dei suoi o-mini, un invito
all’ascolto, relazione che richiede silenzio e intimità. Come “I volatili del Beato
Angelico” di A.Tabucchi gli O-MINI sono contemporanemente fuori e dentro...
germogli spuntati per caso non potrebbero che essere li in quel momento e
in quel luogo, cambiandolo.
Nudi, si espongono indossando solo la loro purezza, unica difesa sul confine di una
soglia. Suggerisce giusta distanza permettendo comprensione profonda,
preservandone natura selvatica, intoccabile essenza.
www.marcellosalvestrini.it






FORME D’ARTE, IL CIBO NUTRE IL CORPO,
L’ARTE, L’ANIMA


degustazioni Paolo Piacenti per Forme d’Arte

Sinergia di sapori, colori e forme, il castello diventa viaggio nel gusto Profumo
di Chianti in forma di cacio, oltre la crosta rugosità di terre toscane, l’anima
del pecorino si colora di rosa, fianco di collina, pelle di donna. Fatto a mano,
la pasta del cacio ricorda il rosa della pelle, i mattoni del castello, l’abbraccio
di un abito nel grembo di una seduta. degustazioni sensoriali al castello cheese
class, cheese experience.

www.formedarte.com




PER INFORMAZIONI:
Fondazione La Rocca di Staggia / Associazione OttOvolante

Via dell’Ospedale - Staggia Senese - Poggibonsi (Siena)

telefono +39 366 4792092
info@laroccadistaggia.it