ON AIR sedute in scena

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Dicembre 2016 / Gennaio 2017


On Air

sedute in scena


Dalle cupole medievali della Rocca di Staggia all’intervento di Daniel Buren
a Colle Val d’Elsa.

Progetto di Donatella Bagnoli per la Fondazione la Rocca di Staggia
Laboratori a cura dell’Associazione Ottovolante
Coinvolgimento classi del Liceo Pedagogico Don Bosco Colle Val d’Elsa
Fenice Contemporanea
Toscana Incontemporanea
Comune di Poggibonsi
Comune di Colle di Val d’Elsa

Laboratori, performances, installazioni trasformeranno gli spazi architettonici
in teatri di vita animando sedute fatte ad arte.
IN-SEDIARE sedute e persone permette di riscoprire spazi quotidiani coinvolgendo
le città.

Sabato 14 Gennaio 2017 ore 11,00 performances in Piazza Arnolfo a Colle
Val d’Elsa.

Il progetto ON AIR vede la costruzione di “costellazioni di interventi"
e reti di soggetti creando sinergie ed espansioni del progetto stesso.


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ON-AIR: DI STELLA IN STELLA
Dalla Rocca di Staggia a Piazza Arnolfo Colle Val d’Elsa
Progetto Donatella Bagnoli

Cerchi
Come antichi viandanti, tracciare l’universo camminando.
Cortile Rocca di Staggia.




Il cielo in una stanza
Orbite dei pianeti, paradiso Dantesco, spirale spazio tempo futurista, tra memoria
e contemporaneità. Torre rotonda dei Franzesi.




Un tappeto di stelle
La stella a cinque punte: una madre “celeste”. “Così è la notte, una folla di madri
illuminante, che si chiamano stelle: di tutte loro, solo io la tua”.
Erri De Luca “In nome della madre”. Torre rotonda dei Franzesi.




Uno, due, tre… stella
Dai sassolini di Pollicino al Teatro Sintetico di Remo Chiti Futurista a Staggia.
Torre rotonda dei Franzesi.




Dalla via alla stella
Antiche strade bianche, di notte, guidano i pellegrini come la via lattea, come
il gomitolo che Arianna affida a Teseo.
Fili bianchi creano installazioni nella torre rotonda dei Franzesi.




Essere stella per costruire costellazioni
Al Castello, incroci di storie e di vite creano costellazioni.
La Rocca è stella a illuminare il cammino. Installazione/laboratorio nella torre
rotonda dei Franzesi.




Le stelle sono fontane
Anch’io guarderò le stelle. saranno dei pozzi con una carrucola arrugginita, tutte
le stelle mi verseranno da bere… senti, noi svegliamo questo pozzo e lui canta…
milioni di fontane. Da “Il Piccolo Principe” Antoine De Saint Exupéry.
Installazione/laboratorio nella torre rotonda dei Franzesi.




Fasi lunari
Se la stella è madre e guida il cammino, la luna è donna libera e mutevole,
immagine del cambiamento.
Installazione/laboratorio nella torre rotonda dei Franzesi.






Teatro sintetico, Remo Chiti
Stelle, come parole in libertà creano nel cielo storie da decifrare. Bianco e nero.
Al centro, protagonista del teatro è “UNO”, Seduta dello studio Bartoli per Segis,
Compasso d’Oro, intorno a cui gira il mondo. Nel teatro futurista gli attori saranno
sostituiti spesso da sedute: assenze/presenze.
Installazione/laboratorio nella torre rotonda dei Franzesi.





UNO, DUE, TRE...STELLA

omaggio a Daniel Buren


SABATO 14 Gennaio 2017, ore 11 Piazza Arnolfo (Colle Val d'Elsa)

L'evento è parte del progetto ON AIR Sedute in scena
Fondazione Rocca di Staggia, Associazione Ottovolante
in collaborazione con Segis
Liceo Pedagogico Don Bosco Colle di Val d'Elsa
Comuni di: Poggibonsi, San Gimignano, Colle Val D'Elsa
Regione Toscana Toscana
InContemporanea
Fenice Contemporanea


BIANCO NERO, i colori della Piazza, opposti che si uniscono in cerchio,
dove morte e vita si toccano. BUIO/LUCE, notte, giorno, alternanza e ciclicità
dell'Universo, i cerchi bianchi e neri di Daniel Buren evocano le orbite
di pianeti erranti, trasformando Piazza Arnolfo nella rappresentazione del Cosmo
che ruotando irradia. Sceso a terra, il cielo si fa percorso per il viandante, labirinto
francigeno, invito a perdere se stessi, per ritrovarsi diversi.




Ingranaggio dell'Universo, orologio che ci contiene come una mano, la piazza
prende vita attraverso il progetto ON AIR sedute in scena: a cura di
Donatella Bagnoli per la Fondazione La Rocca di Staggia
.

Bianche e nere, le sedute della Segis, design Bartoli, si ins-ediano nella piazza,
trasformandola in un teatro di vita. Compasso d'oro per il design, il mondo
appare girare intorno a queste essenziali presenze-assenze, bianconere, come
un girotondo di bambini. Gioco che si canta ridendo pur raccontando della fine
del mondo, che dopo la caduta rinasce... ”UNO”...è il nome delle sedute...
principio di una storia, primo passo di un cammino, primo attimo dell'orologio,
primo battito della vita. “Venire alla luce, e con la prima luce avere la prima ombra”
(liberamente tratto da Erri De Luca).



Premesse, sopralluoghi, prove, alle 11 di Sabato 14 Gennaio 2017 ha inizio
la performance teatrale UNO,DUE,TRE...STELLA.
Ispirata al testo del “teatro sintetico futurista di Remo Chiti “Uno, Due, Tre,
sassolino + sassolino = luna + lampione = stella...e pulviscolo atmosferico fuori e dentro di noi”
(1917).
Spettacolo dove al posto degli attori “recitano” le sedie. Insediato nel donjon
dei Franzesi alla Rocca di Staggia, dove la stanza ha per tetto il cielo, cupola
a cerchi concentrici. Il titolo della performance ricorda anche i giochi di strada,
suggerendo che il gioco è il miglior modo di abitare la città. Intorno alla fontana,
immobilizzata dal gelo in stella di ghiaccio, gli studenti del Liceo Pedagogico
Don Bosco di Colle Val d'Elsa mettono in scena il loro teatro urbano.



1° Girone Lunedì: la rivoluzione della Luna: 12 sgabelli neri.
Ogni seduta B/N, una fase lunare. Immobili, bianconeri, gli studenti-attori, seduti
per 60 secondi, stando al mondo, prendono posto nello spazio, fino allo scadere
del primo minuto. Per poi sorgere e farsi viandanti: scorrere di passi, fluire
del tempo. Un giro, una pausa. Stare/Andare, Architettura/Strada,
Permanenza/Mutamento, Pausa/Suono, per un'ora essere come una musica,
il ritmo del cuore.



2° girone: E' l'ora! Quarti, mezzore, l'ora. Quattro comparse scoprono nella loro
pausa-azione, che i quadranti sono una croce, che è sempre cerchio che gira.
L'orbita di Marte, il tempo della guerra e della pace, dove la morte e la vita si
toccano. Catturata l'attenzione dei passanti, ormai pubblico curioso, lo spettacolo
è in scena, la piazza è teatro.



Ogni girone, un giorno della settimana, un antico pianeta.
Saturno, il più esterno, il meno visibile, è una ragazza saturnina, gli anelli del
pianeta sono le compagne, che dandosi la mano le girano intorno, sorridenti e
protettive. Ricordano all'insegnante che le ha seguite le danzatrici nell'affresco
del Buon Governo di Siena. Il gioco di rimandi è in moto.



Zeus interprete efficace, si muove lentamente e con padronanza nel suo girone
del giovedì, seguito da un piccolo Giove che dopo aver chiesto di giocare, non
molla l'orbita. Mercoledì e Venerdì sono rappresentati dallo stesso studente, che
anima con il suo incedere creativo e mutevole un girone che appare e scompare
come Mercurio e Venere, stella del mattino e astro del tramonto.



Ormai la piazza è sveglia e attiva, il pubblico conquistato, che sia il sindaco,
i giovani che bighellano intorno o i pensionati che borbottano interessati, il teatro
ha funzionato. Gli anziani si avvicinano: “Scusi, volevo chiedere..."
"Voleva sapere cosa fanno i ragazzi? A lei cosa sembra?” “Il Mondo”... quale
risposta migliore. Ora camminare sulla storica piazza della città, rivisitata da Daniel
Buren avrà un significato diverso. E quando la fontana riprenderà il suo fluire,
orologio acquatico, meridiana solare cominceremo a chiederci come mai è fatta
come una torta nuziale... a cerchi concentrici come quando cade un sasso
nell'acqua. “Ora che ci penso come i cerchi della cucina economica, anche loro
uguali al mondo”. Sarà semplice cogliere l'aspetto “metafisico” della piazza,
ma anche vedere negli archi romanici che si rincorrono il sole etrusco che a ogni
tramonto ritorna nel ventre della terra madre. Non ci sono intuizioni giuste,
la piazza è arricchita da ciascuno diventando parte di un universo personale.
Ma l'opera, non più indifferente, si amplia e si estende in molteplici e infiniti
significati.

Uno...Due...Tre... Stella. Non è un punto di arrivo, ma una partenza.
L'evento fa parte di un progetto più ampio a cura di D. Bagnoli per la Fondazione
La Rocca di Staggia/ Associazione Ottovolante: partire dalla valorizzazione
della Storia/memoria di beni storici, architetture, spazi della città e del territorio,
per costruire itinerari contemporanei in sintonia con la funzione, il significato
del luogo, svelandone natura segreta, risvegliandone l'anima.

Artisti, designers, musicisti, attori o chef, invitati a comprendere il luogo, lo
riscrivono, lasciando segni, tracce che ci coinvolgono riportando alla luce sotto
la polvere del quotidiano, rinnovata meraviglia.
L'esposizione ON Air sedute in scena ospita alla Rocca di Staggia l'eccellenza
del design: sedute che collocate negli ambienti trasformano ogni stanza in un
teatro da abitare, vivere, interagire. L'esposizione si espande a costruire
costellazioni progettuali nel territorio, IN-SEDIANDO sedute, presenze assenze,
ricalcando il teatro d'avanguardia, vedi “Vengono” di Marinetti, animando piazze,
scuole, boschi, fiumi, chiese, stazioni... attraverso performance, azioni-installazioni,
che coinvolgono studenti, cittadini, adulti e bambini in work-in-progress.
La pratica di agire, giocare, abitare, vivere gli spazi attraverso l'arte, crea legame
con gli stessi. Operazione che sviluppa conoscenza, cultura, appartenenza.
Il progetto interpreta l'arte e il teatro non come opera o evento da vedere o
visitare, ma come opportunità relazionale che rompe la separazione tra artista
e spettatore, verso un'espansione sinergica di opere, installazioni, spazi.
Attraverso laboratori, performances, animazioni gli studenti del Liceo Don Bosco
non solo sono diventati più consapevoli del significato della piazza, ma si
sentiranno parte attiva della città, potranno diventare da passanti frettolosi
possibili guide per turisti e gli abitanti stessi di Colle Val d'Elsa.

Questo progetto che favorisce l'appartenenza tra la città, i suoi spazi e gli abitanti,
ha bisogno di sinergie tra molteplici e diversi soggetti. E' importante sottolineare
l'impegno dei giovani coinvolti, il ruolo e le scelte delle scuole e in particolare
la sensibilità degli insegnanti del Liceo Don Bosco di Colle val d'Elsa, elemento
fondante del progetto.

PER INFORMAZIONI:
Fondazione La Rocca di Staggia - telefono +39 366 4792092